Unione Astronomica Internazionale

Organismo forse poco noto al grande pubblico, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) riunisce le società astronomiche di tutto il pianeta. Fondata nel 1919, ha sede a Parigi e si costituisce come organizzazione internazionale non governativa composta da 68 paesi e 10003 membri individuali.

 

Composizione e organizzazione dell’Unione Astronomica Internazionale

La mission statutaria dell’IAU è quella di promuovere e salvaguardare la scienza dell’astronomia in tutti i suoi aspetti attraverso la cooperazione internazionale. Questo obiettivo si declina in una miriade di attività scientifiche ed educative, promosse e organizzate da 12 divisioni scientifiche e da oltre 40 commissioni specialistiche in grado di studiare e analizzare ogni aspetto dell’astronomia.

Le attività si sostanziano in un fitto calendario di simposi internazionali (9 ogni anno) promossi dalla IAU, ai quali va ad aggiungersi l’assemblea annuale dell’organizzazione, con cadenza triennale. La sua particolare forma giuridica prevede inoltre che possano farne parte sia le società astronomiche afferenti alle singole nazioni, sia membri individuali, normalmente personalità legate al mondo dell’astronomia, ricercatori e scienziati.

 

La nomenclatura delle stelle e la ricerca delle costanti

Ma di quali aspetti si occupa nello specifico l’Unione Astronomica Internazionale? Il ventaglio degli argomenti trattati è davvero molto ampio. Si va dalla ricerca e dalla definizione delle cosiddette costanti fisiche e astronomiche, alla nomenclatura delle stelle. Dalla promozione di attività educative e divulgative legate all’astronomia (in collaborazione con altri importanti organismi internazionali come l’Unesco e il Cospar), ai servizi di informazione e allerta riguardanti i fenomeni astronomici improvvisi.

Ogni qualvolta viene scoperto un nuovo pianeta o stella, è l’IAU ad assegnargli un nome, così come è la stessa organizzazione a decidere la composizione e la superficie delle costellazioni. Lo stesso discorso vale per i cosiddetti “declassamenti” dei corpi celesti. A proposito è da ricordare la celebre retrocessione di Plutone da pianeta vero e proprio a “pianeta nano”, decisione dettata dalle dimensioni del corpo celeste, misurato con nuovi strumenti e ritenuto troppo piccolo per essere considerato come nono pianeta del nostro sistema solare.

L’assemblea generale IAU del 2006, riunita a Praga, sancì inoltre la promozione di tre grandi asteroidi Cerere, Caronte e 2003 UB313 (Xena) allo stesso status di Plutone, ridisegnando di fatto la nomenclatura e la classificazione complessiva dei pianeti più prossimi alla terra.